
MUGELLO – È un’idea veramente interessante quella proposta da Riccardo Innocenti “Ghire”, classe 1960, batterista, percussionista e tecnico del suono. Si tratta di “catalogare” le band ed i musicisti mugellani intervistandoli e facendosi raccontare i loro segreti e progetti per poi pubblicarli sul portale dedicato alla musica de “Il filo del Mugello”.
“L’idea – spiega Ghire – nasce da un altro batterista che, appunto, intervista dei suoi colleghi famosi e pubblica i video su Youtube. A quel punto ho pensato: abbiamo tanti musicisti in Mugello, perché non raccontare le loro storie dando loro visibilità?”.
Hai già un programma? Una sorta di menù che puoi anticiparci? Dipende dalle risposte che avrò. Ci sono alcuni musicisti che sono subito disponibili e mi rispondono immediatamente ed altri che hanno più impegni e sarà un po’ più difficile contattarli. Ma non demordo! Quindi non so dire se ci sarà una logica o se decideremo via via con “Il filo”.
Ti occuperai solo di professionisti? Assolutamente no! Intervisterò chiunque, anche perché spesso le band amatoriali hanno alle spalle una lunga carriera. Guarda la “Dirty Old Band”, per fare un esempio su tanti, fanno altro nella vita ma sono sulla scena musicale da oltre vent’anni. E così tanti musicisti hanno molto da raccontare.
C’è qualche gruppo o solista che hai scoperto grazie a questa esperienza e che ti ha sorpreso? Sì, certo! Diversi…ora a freddo mi vengono in mente i “Medjugorje”, li ho sentiti nominare qualche anno fa ma non li avevo mai sentiti suonare. Poi ho fatto il tecnico del suono ad un concerto dove suonavano anche loro e mi sono proprio piaciuti. Anche loro saranno intervistati e so che me ne racconteranno delle belle.
Com’è il panorama musicale in Mugello degli ultimi anni? Beh, veniamo fuori da due anni di pandemia e solo quest’anno la “ripresa” è stata totale. Poi se vuoi che sia più preciso ne riparleremo dopo che avrò intervistato un buon numero di persone.
Qual è il genere più in voga adesso? Eh sono tanti, dipende anche dall’età. Mi spiego meglio: ieri sera avevo in studio una band che faceva musica anni ’60/’70, sono un gruppo di pensionati che suonano la musica che amavano da ragazzini. Un’altro giorno, invece, ho ascoltato un ragazzo di venticinque anni che fa un genere più attuale con testi in linea con il genere di Gino Paoli ma con delle sonorità diverse, arrangiamenti che spaziano dall’elettronica al rap ed altri generi. Siamo in un periodo dove la commistione è molta.
E ti piace? A me? Molto! Sono sempre stata una persona curiosa e quindi vedere l’evoluzione musicale mi piace e m’interessa moltissimo. Non faccio “discriminazioni”. Poi, da professionista del settore, devo sempre rimanere aggiornato.
Ci sarà anche un’intervista su di te? (ride) A me? Un’intervista? Non ci avevo mica pensato, forse mi intervisterò da solo! Ma prima devo pensare agli altri, la lista è lunga! Poi la mia storia un po’ già la conoscete: ho iniziato a 13 anni, circa, a suonare la chitarra, verso i diciotto la batteria ed, infine, verso i 33 ho studiato per fare il fonico. Ma non vi svelo di più sennò poi chi guarderà il mio video se vi faccio troppi spoiler?
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Ottobre 2023







