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    Sei qui:Home»COPERTINA»Il Cantamaggio di Cornacchiaia
    COPERTINA

    Il Cantamaggio di Cornacchiaia

    Aprile 30, 20201 commento6 Mins Read50 Views
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    FIRENZUOLA – Derivato da antichi riti pagani, dedicati alla fertilità, il Cantamaggio era una pratica diffusa un po’ in tutta Italia. Si voleva salutare l’arrivo della bella stagione che avrebbe portato nuovi raccolti e abbondanza di cibo, dopo il magro periodo invernale. Ci si muoveva in gruppo, di casa in casa, cantando mottetti a volte anche irriverenti e chiedendo offerte ai contadini.

    Nella terra nuova di Firenzuola, l’usanza del Maggio, fu probabilmente portata dai fiorentini che vennero ad abitare nel castello tra il Trecento e il !uattrocento. Sul modello di quello di Firenze era un Maggio sfrontato, provocatorio e godereccio.

    Piano piano nella Montagna Fiorentina, e in particolare a Cornacchiaia, avrebbe assunto invece una dimensione strettamente religiosa; dopo il primitivo periodo “ gioioso “ i mottetti si trasformarono in inni sacri cantati alla maniera delle laudi, nei quali il saluto alla bella stagione rimane marginale, e diventa prevalente l’interesse verso le anime del Purgatorio e quindi le offerte erano raccolte al fine di poter celebrare delle messe per la loro salvezza.

    Purgatorio è una prigione
    giù nel centro della terra
    dove ogni anima s’ inserra
    e ci muove a compassione..

    A Cornacchiaia il Maggio partiva dalla pieve. Qui si ritrovavano un gruppo di giovani che dovevano essere robusti, perché c’era da camminare assai, e soprattutto intonati. La sera del 30 aprile a buio inoltrato partivano muniti di lanterna, di balle e cesti, ma anche di un bussolotto di legno tutto infiocchettato per le offerte in denaro. Si giravano tutte le case della parrocchia, fino alla più lontana Ca’ di Gabbrini, sulla strada per l’ Osteria Bruciata. Davanti ad ogni abitazione il gruppo si fermava, cantava alcune strofe e raccoglieva quello che la generosità degli abitanti donava. Il ritorno avveniva la mattina successiva, più o meno al suono delle campane della prima messa. I Maggiaioli, dopo la funzione, si disponevano in cerchio sul sagrato e accoglievano la gente che usciva di chiesa intonando, ancora una volta il canto del Maggio. Al termine il pievano prendeva in consegna il ricavato, quasi sempre in natura: grano, farina, castagne secche, uova, formaggio, formentone, dopodiché invitava tutto il gruppo dei cantori a una ricca colazione. Dopo qualche giorno si celebrava una messa speciale, detta l’ Uffizio del Maggiaiolo, che vedeva sempre, oltre agli interessati, una grande partecipazione di popolo.
    Ancora oggi, a Cornacchiaia, si canta il Maggio rimanendo fedeli a questa sua dimensione religiosa, anche se sono state aggiunte alcune strofe che riprendono un po’ gli antichi motivi profani. Come un tempo si gira tutta la parrocchia, magari in auto e non a piedi, ma lo spirito è sempre quello di raccogliere offerte e preghiere per le anime del Purgatorio.

    Questa di seguito è la versione del Maggio che si cantava a Cornacchiaia, concorda sostanzialmente con quella che fu raccolta, nell’ottocento, da don Gervasio Vannini di Frena, dalle voci dei suoi parrocchiani, e che probabilmente era simile a quella che veniva cantata un po’ in tutti i popoli di Firenzuola.
    Come si vede è un canto essenzialmente religioso che ha lo scopo di alimentare la devozione verso il Purgatorio e la preghiera nei confronti delle anime che lì soggiornano.
    Sono 26 strofe di 5 versi ognuna, frutto della devozione popolare e quindi non si osservano sempre i canoni poetici.

    (clicca qui per ascoltare l’audio).

    Laudato sia Gesù Cristo
    voi direte sempre sia,
    lauderemo ancor Maria
    che del ciel ci dia l’acquisto.
    Laudato sia Gesù Cristo.

    Siate tutti ben trovati
    o devoti di Maria,
    se userete cortesia
    mai sarete abbandonati.
    Siate tutti ben trovati.

    O padron di questa villa
    siam venuti a visitarvi
    e vogliamo salutarvi
    voi con tutta la famiglia.
    O padron di questa villa.

    Siam venuti a cantar maggio
    per quell’anime benedette,
    se ne stanno in pene strette
    se l’ aiuto non è d’ aggio.
    Siam venuti a cantar maggio.

    Buona gente che dormite
    sulle piume arriposate
    ma se voi non vi svegliate
    nuovo maggio non sentite.
    Buona gente che dormite

    Per quell’anime cantiamo
    San Giuseppe in compagnia,
    è lo sposo di Maria
    gli fiorisce il giglio in mano.
    Per quell’anime cantiamo.

    Povere anime meschine
    che son là nel Purgatorio
    sempre gridano aiutorio
    per le carità divine.
    Povere anime meschine.

    Purgatorio è una prigione
    giù nel centro della terra
    dove ogni anima s’inserra
    e ci muove a compassione.
    Purgatorio è una prigione.

    Grazie al ciel ch’è giunta l’ ora
    di vedere il nuovo maggio,
    ogni rosa, ogni erbaggio,
    ogni monte si rinfiora.
    Grazie al ciel ch’è giunta l’ ora.

    Le sue mura son di fuoco
    e ci brucia che c’ è drento
    vi patiscon gran tormento
    se non soccorriamo un poco.
    Le sue mura son di fuoco.

    Là in quel santo Purgatorio
    chi ci ha padre e chi ci ha madre,
    chi fratelli, chi sorelle
    tutti gridano aiutorio.
    Là in quel santo Purgatorio.

    Ti rammenti le promesse
    che facesti al capezzale
    nella morte di tuo padre
    che per lui farai dir messe.
    Ti rammenti le promesse ?

    Senti l’ anima di tuo padre
    che a te figlio e figlia chiede
    gli facciate un po’ di bene
    per lalir all’ alte squadre.
    Senti l’ anima di tuo padre.

    Senti l’ anima di tua madre
    che a te chiede il tuo sussidio
    col suo latte ti ha nutrito
    questo non lo puoi negare.
    Senti l’ anima di tua madre.

    Io son priva di ogni bene
    ora dive la purgante
    ed ho fuoco in ogni istante
    e mi trovo in tante pene.
    Io son priva di ogni bene.

    Pensa, figlio, e presta fede
    e non esser tanto ingrato,
    tuo padre t’ ha sostentato
    e del suo t’ ha lascio erede.
    Pensa, figlio, e presta fede.

    Verrà il giorno del Giudizio
    verrà Dio a giudicare
    chi avrà fatto il bene e il male
    nella fronte l’ avrà scritto.
    Verrà il giorno del Giudizio.

    Nella val di Giosafatte
    giungeranno i peccatori
    oh che pianti oh che dolori
    si udiran da quella parte.
    Nella val di Giosafatte.

    Sentirete suonar la tromba
    per deserti, valli e monti
    e risorgeranno i morti
    per venire alla gran tromba.
    Sentirete suonar la tromba.

    Non lasciatevi tentare
    dal demonio maledetto,
    sempre dice tieni stretto
    caritate mai non fare.
    Non lasciatevi tentare.

    Ora su fratelli cari
    carità fate abbondanza
    Paradiso è nostra stanza
    e non c’ entrano gli avari.
    Ora su fratelli cari.

    Guai a quello che non crede
    che ci sia il Purgatorio,
    ce lo dice San Gregorio
    in articolo di fede.
    Guai a quello che non crede.

    Carità se voi ci fate,
    si faranno sacrifizi
    si diranno messe e uffizi
    per quell’ anime tormentate.
    Carità se voi ci fate.

    Vi invitiamo a quelle messe
    nella chiesa di Maria
    e con voce mesta e pia
    pregherem Gesù per esse.
    Vi invitiamo a quelle messe.

    Reverendi sacerdoti
    e ministri dell’ altare,
    anche voi vogliam pregare
    verso loro esser devoti.
    Reverendi sacerdoti.

    Ringraziam voi signoria
    carità ci avete dato,
    vi sarà rimeritato
    dalla Vergine Maria.
    Ringraziam voi signoria.

    Buona notte vi lasciamo
    con la pace del Signore
    San Giovanni protettore
    ancor lui noi ringraziamo.
    Buona notte vi lasciamo.

    Sergio Moncelli
    © Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 Aprile 2020

    Canta' Maggio Cornacchiaia Firenzuola Maggiaioli
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    View 1 Comment

    1 commento

    1. Daniele Baldoni on Maggio 13, 2020 21:05

      Sempre grandissimo Sergio

      Reply
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