
MUGELLO – Domenica 23 Novembre, una rappresentanza delle parrocchie mugellane ha partecipato al Giubileo dei cori e delle corali a Roma, con la S. Messa in Piazza San Pietro e il passaggio dalla Porta Santa nel pomeriggio. Un’esperienza di condivisione, di preghiera, di pellegrinaggio intorno ad un importante servizio di animazione liturgica e di attività pastorale delle nostre comunità.
Erano presenti 47 componenti dei cori di Luco e di Grezzano, di Scarperia e di Fagna, accompagnati da don Binu; di San Piero, di Vicchio e di Dicomano; i “semplicemente coro” di Borgo S. Lorenzo e il coro degli Alpini.


Il Santo Padre ha accolto le migliaia di coristi e musicisti provenienti da tante parti del mondo con queste parole espresse durante l’omelia: “Oggi celebrate il vostro giubileo e ringraziate il Signore per avervi concesso il dono e la grazia di servirlo offrendo le vostre voci e i vostri talenti per la sua gloria e per l’edificazione spirituale dei fratelli. Il vostro compito è quello di coinvolgerli nella lode a Dio e di renderli maggiormente partecipi dell’azione liturgica attraverso il canto.”
Dopo aver specificato il valore del canto nella storia dell’umanità e nella vita di fede, Leone XIV ha ribadito la funzione sinodale e comunitaria dei cori: “Far parte di un coro significa avanzare insieme prendendo per mano i fratelli, aiutandoli a camminare con noi e cantando con loro”. “Cantare ci ricorda – ha proseguito – che siamo Chiesa in cammino”, anche quando sul percorso si trovano insidie, prove, difficoltà: grazie al canto, il viaggio si fa più leggero, ci si rallegra e ci si consola a vicenda. Il pensiero del Papa va poi ai cori parrocchiali che accompagnano le liturgie ordinarie, così come le grandi solennità e si rivolge a loro definendoli “una piccola famiglia di persone diverse unite dall’amore per la musica e dal servizio offerto”. Una famiglia nella famiglia più grande che è la comunità, per la quale e con la quale si svolge il servizio, “senza cedere alla tentazione dell’esibizione che esclude la partecipazione attiva al canto di tutta l’assemblea liturgica.” E ha concluso poi con l’esortazione di “trasformare sempre più i vostri cori in un prodigio di armonia e di bellezza, immagine luminosa della Chiesa che loda il suo Signore” e ponendo coristi e musicisti sotto la protezione di Santa Cecilia che “con la sua vita ha innalzato il canto d’amore più bello”.



Letizia Materassi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 Novembre 2025







